Di che legno è fatto…

…un fiammifero? Solitamente di pioppo, molto usato per gli stuzzicadenti e per i pannelli in compensato.
Leonardo da Vinci, però, scelse questo stesso legno, umile e popolare, per dipingere la sua Monna Lisa.
Restando in campo artistico, i classici legni da intaglio sono il cirmolo, l’ontano e il tiglio, molto usato
anche per le cornici e, secondo la tradizione, per le gambe dei pirati… Della stessa essenza è fatto anche
il corpo delle chitarre elettriche, che hanno però il manico d’acero o di palissandro come le migliori stecche
da biliardo. Il manico di zappe, vanghe, badili e rastrelli è invece di carpino, un legno duro usato anche per
i pezzi degli scacchi o, fino a qualche decennio fa, per le ruote degli ingranaggi dei mulini.
Le piccole botti, quelle con il vino buono, sono praticamente sempre di rovere, che poi è come dire di quercia.
Proprio il legno che Mastro Geppetto scelse per creare il suo burattino magico.
Se si passa dal vino ai distillati, invece, è di gran lunga preferibile la robinia, una specie di acacia.
Le buone pipe sono spesso di ciliegio, di certo uno dei più usati in falegnameria accanto a un grande classico
come il noce. La sua variante americana, chiamata hickory, si usava a fine ‘800 per fabbricare gli sci, ed è
ancora oggi il legno preferito per le bacchette della batteria e le mazze da baseball.
Dove invece è necessaria delicatezza e risonanza, più che resistenza, si sceglie spesso l’abete, di cui sono
fatti i violini più preziosi, oppure l’acero, per gli strumenti a percussione. L’abete è usato in gran quantità
anche per produrre la cellulosa destinata all’industria cartaria, mentre per le matite si sceglie spesso il cedro,
un legno piuttosto leggero. Mai quanto la balsa, essenza tropicale dal bassissimo peso specifico con cui si
costruiscono addirittura gli alianti. Per le navi, invece, prima che si diffondesse l’uso del ferro, i legni
più usati erano di gran lunga la quercia e il teak, anche se l’albero maestro era quasi sempre di abete rosso.

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